Il modello cooperativo
Come funziona il modello LPS
Les Pas-Sages nasce in Francia per accompagnare gruppi che scelgono di abitare insieme senza speculazione. Questa pagina raccoglie i principi fondanti, il funzionamento concreto e le domande più frequenti su come il modello è stato adattato al diritto cooperativo italiano.
01 — Principi fondanti
Sette accordi non negoziabili
La bussola operativa del modello: quando sorge un dubbio interpretativo su un documento o una decisione, si torna qui.
L'umano prima del denaro
La persona conta più del suo capitale. Ogni socio ha una voce, indipendentemente da quanto ha investito. Il denaro è uno strumento del progetto — non il suo motore. Nessun apporto economico conferisce potere aggiuntivo, diritti aggiuntivi o status aggiuntivo all'interno della Cooperativa.
Nessuna speculazione
Le quote hanno valore nominale e non si rivalutano. Il capitale restituito è esattamente il capitale investito — né di più, né di meno. Il valore che si crea dentro la Cooperativa appartiene alla Cooperativa, non ai singoli soci. Le riserve sono indivisibili e indistribuibili.
Libertà reale di entrata e di uscita
Nessuno è prigioniero del progetto. Chi entra lo fa con piena consapevolezza degli impegni assunti. Chi esce riceve indietro il capitale nominale investito, secondo le scadenze concordate. La libertà di uscita è un diritto strutturale, non una concessione.
Governance orizzontale
1 persona = 1 voto. Senza deleghe, senza voto per procura, senza maggioranze di capitale. Le decisioni si prendono insieme, cercando l'assenso di tutti prima di ricorrere — solo come ultima istanza — alla votazione.
Libertà di espressione e non giudizio
Il progetto non definisce a priori come si partecipa. Ogni persona porta il proprio contributo nella forma che sente più autentica — lavoro, cura degli spazi, attività culturale. Non esiste una partecipazione più valida di un'altra: conta la coerenza con i valori comuni.
L'equilibrio tra individuo e collettivo
Il noi non si impone all'io. Ogni persona ha uno spazio privato, un'autonomia riconosciuta, una vita che è sua. La vita comune è il perimetro condiviso — non la totalità dell'esistenza. Gli io generano il noi, il noi sostiene gli io.
Orizzonte generazionale
Il progetto è pensato per durare oltre i suoi fondatori. Il patrimonio si ammortizza nel tempo: chi arriva dopo paga meno, la Cooperativa diventa progressivamente più accessibile. Costruiamo oggi qualcosa che avrà senso anche tra trent'anni.
La struttura in sintesi
Come si tiene in piedi il modello
I sette principi sono le fondamenta. Da lì si costruiscono quattro pilastri concreti, tutti al servizio dello stesso scopo: un progetto abitativo che dura nel tempo senza tradire i propri valori.
Diagramma adattato dal materiale "General Principles" di Les Pas-Sages Francia — licenza CC BY-NC-SA
02 — Come funziona
Tre pilastri operativi
Non bastano i principi: servono strutture concrete che li mettano in pratica. Il modello si regge su tre pilastri operativi — la struttura finanziaria, la governance, e gli strumenti relazionali che la rendono sostenibile nel tempo.
Pilastro 1
Il pilastro finanziario
Ogni euro versato ha una natura diversa: quello che è costo si consuma, quello che è risparmio resta del socio e torna indietro all'uscita. Il capitale del progetto si regge su tre fonti complementari, entro un tetto di sicurezza fissato dalla legge.
Tre fonti di capitale
Indicativamente: 20–30% dai soci occupanti (quota di ingresso e risparmio mensile), 20–40% da soci finanziatori esterni, 20–30% da mutuo bancario. Il ricorso alla banca resta una scelta, non un obbligo — una struttura cooperativa credibile porta comunque a condizioni di credito migliori se il gruppo decide di usarla.
Costo reale e risparmio
Ogni euro versato si divide in due nature: quello che è costo reale si consuma e non torna indietro (energia, acqua, assicurazione, interessi sul mutuo, ammortamento); quello che è risparmio resta del socio e viene restituito all'uscita (quota capitale del mutuo, versamenti CCS, accantonamenti).
I soci finanziatori
Chi sostiene economicamente il progetto senza risiedervi può scegliere se e quando richiedere la restituzione del capitale prestato. Il prestito può essere indicizzato all'inflazione, per mantenerne intatto il valore nel tempo — senza generare una rendita.
Il Conto Corrente Soci (CCS)
Lo strumento con cui i soci prestano risorse aggiuntive alla cooperativa, distinto dal capitale sociale — la rete di sicurezza individuale di ciascun socio. Le modalità esatte di contributi e prelievi sono definite nel contratto individuale, senza una formula unica valida per tutti i casi.
Il tetto di sicurezza
La normativa italiana pone un limite alla raccolta di capitale dai soci: il totale dei prestiti (CCS) non può superare il triplo del patrimonio netto della cooperativa. Oltre a questo, la cooperativa mantiene generalmente una riserva di garanzia — indicativamente il 10% del capitale raccolto — per far fronte a eventuali richieste di rimborso senza dipendere dalla liquidità del momento.
Pilastro 2
Il pilastro della governance
Nessun voto per delega: chi è presente vota, il denaro non moltiplica la voce. Le decisioni si cercano per assenso — una proposta avanza quando nessuno si oppone in modo bloccante — e si distribuiscono su tre livelli, ciascuno con un perimetro e una cadenza propri.
Un'obiezione bloccante non è una bocciatura definitiva: apre un processo riparativo prima di tornare, se serve, a una nuova proposta.
Assemblea Generale
Cadenza annuale, riunisce tutti i soci. Può decidere su qualsiasi materia riguardante il progetto — è l'organo a potere costituente. Per le materie più delicate si usa una doppia maggioranza qualificata come ultima risorsa, se l'assenso non si trova. È anche un momento di celebrazione collettiva, non solo di amministrazione.
Il gruppo di gestione quotidiana
Si riunisce con cadenza ravvicinata, tipicamente mensile — solo chi abita stabilmente il progetto vi partecipa con potere decisionale. Gestisce ammissioni, budget, coordinamento dei gruppi di lavoro e la vita quotidiana, cercando il consenso come modalità di default.
Cerchi Operativi
Gruppi di lavoro tematici, continui e aperti a tutti i soci — cibo, manutenzione, comunicazione, e qualunque altro tema il gruppo scelga di presidiare. Nascono in base alle esigenze del progetto e possono sciogliersi in ogni momento quando non servono più.
Pilastro 3
L'ecosistema umano
Le regole legali e finanziarie creano le condizioni per una buona governance, ma non bastano: la governance ha bisogno dei propri strumenti relazionali per funzionare nel tempo, senza logorare le persone che la fanno vivere.
Spazio sacro per la comunicazione
Autenticità, ascolto attivo, parlare in prima persona. Il criterio guida: essere al servizio dello scopo del progetto, non del proprio ego.
Gestione dei conflitti
I conflitti sono trattati come informazione preziosa, non come un fallimento da nascondere. Il gruppo si dà un processo dedicato per attraversarli — una sorta di compostaggio emotivo collettivo — invece di lasciarli incancrenire.
Ruoli in riunione, a rotazione
Facilitatore, guardiano del tempo, verbalizzante, e chi si occupa del clima emotivo del gruppo: ruoli che cambiano a ogni incontro, così che la responsabilità della buona riunione sia condivisa e non concentrata su una sola persona.
Cultura del feedback
Feedback a livello individuale e di sistema, dato con regolarità — non solo quando qualcosa non funziona. È uno strumento per crescere insieme attraverso le differenze, non per accumulare tensioni non dette.
03 — Domande frequenti
Le domande che ci vengono poste più spesso
Quanto costa entrare in un progetto LPS? +
Cosa succede se decido di uscire dal progetto? +
Le quote versate si rivalutano nel tempo? +
Posso partecipare senza trasferirmi a vivere sul posto? +
Come si prendono le decisioni se qualcuno non è d'accordo? +
Il modello LPS è già riconosciuto legalmente in Italia? +
Posso avviare un nuovo progetto LPS altrove in Italia? +
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